Generalità

Il Centro 17(1) è un'opera mista in calcestruzzo e caverna di tipo 200 costruita tra il 1932 e il 1935 nel rilievo, denominato "Il Crin", a fianco del ramo sud-ovest del bacino idroelettrico del Moncenisio come si presentava allora.
Nel 1968, a seguito dell'inaugurazione di un'ulteriore diga più a valle, il livello del lago è cresciuto fino a sommergere completamente l'altura del "Crin" e i suoi ambienti sotterranei.
Il Centro 17 ritorna generalmente visibile in tarda primavera quando l'abbassamento delle acque conseguente ai prelievi invernali per l'alimentazione delle centrali idroelettriche non è ancora stato compensato dallo scioglimento delle nevi.

Nonostante l'estate avanzata il rilievo del Crin è ancora collegato alla terraferma ed emerge in buona parte dal lago. Si possono notare la cannoniera della mitragliatrice A1 e la parte superiore del malloppo anticarro che affiora dall'acqua. La cannoniera della mitragliatrice A2, anch'essa fuori dall'acqua, non è visibile perché situata sul lato posteriore dell'altura. La fotografia è stata scattata con il teleobiettivo dal bordo della strada al Piano delle Fontanette.
Foto Luciano Marcon - 31/07/2004

L'anno seguente, a distanza di soli quattro giorni nella medesima stagione, la punta del "Crin" sta per essere inghiottita completamente dal lago (il successivo 28 agosto risulterà completamente sommersa). La fotografia è stata scattata con il teleobiettivo dalla zona sopra al Forte Roncia.
Foto Luciano Marcon - 04/08/2005

Caratteristiche

L'opera è composta da:(2)

Stato di conservazione

Nell'immediato dopoguerra il Centro 17 è stato disarmato e privato degli equipaggiamenti di servizio (gruppo elettrogeno e impianto di ventilazione e filtraggio dell'aria).
Le parti metalliche facilmente smontabili (porte stagne, cavi e apparecchiature elettriche, condotte dell'impianto di ventilazione) sono state asportate.
Con l'ampliamento del bacino idroelettrico l'opera è stata completamente sommersa dalle acque del lago e ritorna visibile per un breve periodo in tarda primavera se le condizioni meteorologiche lo permettono.
Entrambi gli ingressi sono completamente sepolti dal pietrisco trascinato dal riflusso delle acque del lago; l'ingresso I1, in particolare, non è più individuabile dall'esterno. L'unica possibilità di accesso è rappresentata dalle cannoniere dei pezzi anticarro.
Le condizioni interne variano ovviamente in funzione del periodo e dell'andamento climatico, per cui le note riportate nel seguito vanno prese come puramente indicative.
La ruggine e il fango sono onnipresenti.
Il fango si trova in stato pastoso in tutte le parti al di sotto dell'ingresso I2, dove risulta particolarmente insidioso sui gradini delle scale, e in stato solido-polveroso nelle rampe che conducono ai pozzi delle casematte metalliche. La polvere di terra e la ruggine di cui quasi inevitabilmente ci si sporca le mani, costituiscono una seria minaccia per le macchine fotografiche.
L'acqua comincia a comparire nel ricovero e cresce progressivamente di livello fino all'ingresso I1 dove, nonostante gli stivali da 40 cm, non è stato possibile superare la svolta a baionetta. Anche il locale del gruppo elettrogeno è irraggiungibile senza stivali.

Ricordiamo infine che la visita interna è pericolosa e consigliamo caldamente di non intraprenderla.


(1) Nel dopoguerra il Centro 17 è stato riclassificato dai Francesi con la sigla P 215.
(2) Le sigle dei locali e delle armi sono state assegnate arbitrariamente.

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Valid XHTML 1.0! Valid CSS! Ultimo aggiornamento: 20/06/2006