Caposaldo Rivers
Breve descrizione
Il Caposaldo Rivers appartiene al IX Settore di Copertura, Sottosettore IX/B "Moncenisio", Gruppo di Capisaldi "Lago", I Sistema Difensivo e comprende le seguenti opere
(1)
:
Batteria B1
[P 54]
Centro 13B
[P 75]
Centro 14
[P 50]
Centro 16
[P 51]
Centro 17
(2)
[P 215]
Centro VII
(2)
[CH 46]
Postazione 15
[non censita]
Postazione 26
(2)
[V 49]
Ricovero-Osservatorio H
[V 48]
Ricovero I
[non censito]
Ricovero L
(2)
[P 57]
Ricovero N
[P 216]
Ricovero O
[P 55]
Ricovero P
[P 74]
Ricovero IV/1
[P 56]
Ricovero IV/2
[P 58]
Ricoveri Varisello
[V 111, V 112, V 113, V 114]
Osservatorio Varisello
[V 47]
Opera 15 bis
(3)
[non censita]
Dopo la modifica del confine tra Italia e Francia sancita dal trattato di pace del 10 febbraio 1947, queste opere sono passate in territorio francese assieme a tutte quelle dell'altopiano del Moncenisio e della parte superiore della Val Cenischia. Il passaggio alla Francia le ha tuttavia preservate dalla demolizione decretata dal trattato di pace per la maggior parte di quelle rimaste in Italia (accordo del 18 luglio 1948).
L'area dell'altopiano del Moncenisio ha subito un profondo sconvolgimento negli anni 1960 quando, a seguito della costruzione della terza diga, inaugurata nel 1968, la strada originale, l'Ospizio e le opere fortificate del pianoro sono state sommerse dalle acque del lago, innalzatesi di parecchie decine di metri.
(1)
Le sigle riportate tra parentesi quadre si riferiscono alla numerazione francese assegnata dalla Direzione Lavori del Genio di Chambery (Direction des Travaux du Genie de Chambery) a seguito di ricognizioni effettuate tra il 1955 e il 1956. Il significato delle sigle, generalmente dipinte con vernice rossa all'interno degli ingressi, è il seguente: CH - Groupe du Chat (Gruppo del Forte Gatto), P - Groupe de Pattacreuse (Gruppo del Forte Pattacroce), V - Groupe de Valicelle (Gruppo del Forte Varisello). Un'eventuale lettera in coda alla sigla identifica gli ingressi delle opere che ne hanno più di uno.
(2)
Opera sommersa nel 1968 a seguito dell'ampliamento del lago.
(3)
Opera monoblocco
tipo 15000
iniziata nel giugno 1940 e abbandonata durante i lavori di scavo.
Era prevista su due piani. Quello inferiore, interrato, doveva comprendere un camerone di ricovero per 18 uomini e i locali di servizio; quello superiore doveva essere armato con una postazione per pezzo anticarro, due postazioni per mitragliatrice, sette postazioni per fucile mitragliatore distribuite in quattro
caponiere
(3+2+1+1), una postazione in
cunicolo armato
.
Bibliografia
BOGLIONE M.,
Festung - Enciclopedia multimediale interattiva del Vallo Alpino e delle fortificazioni militari delle Alpi Occidentali.
CORINO P.G., GASTALDO P.,
La montagna fortificata
, Melli, Borgone di Susa (TO) 1993.
CORINO P.G.,
L'opera in caverna del Vallo Alpino
, Melli, Borgone di Susa (TO) 1995.
FENOGLIO A.,
Il Vallo Alpino
, Susalibri, S. Ambrogio (TO) 1992.
Come raggiungere le opere
Luogo di partenza
Bivio Varisello-Pattacroce, all'estremità ovest della strada che passa sull'attuale diga del Lago del Moncenisio, circa 50 m dopo la confluenza dello sterrato proveniente dal vecchio borgo della Gran Croce.
Itinerari d'accesso
Ricoveri Varisello
Lasciata l'automobile nei pressi del bivio incamminarsi lungo il ramo sinistro in direzione Pattacroce, fino ad incontrare dopo qualche decina di metri la successione degli ingressi di tre ricoveri che si aprono nella parete rocciosa che costeggia la strada. Il
Ricovero Varisello
propriamente detto è il terzo della serie ed è dotato di quattro ingressi. Proseguendo ancora per qualche decina di metri si incontra sulla destra un sentiero che risale fino alla strada del Varisello, lungo il quale si trovano altri due locali in caverna.
Osservatorio Varisello, Ricovero H, Centro 17, Ricovero L, Ricovero IV/2, Centro 16, Postazione 15
Lasciata l'automobile nei pressi del bivio incamminarsi lungo il ramo di destra in direzione del Forte Varisello. Qualche decina di metri prima del tornante si stacca sulla destra un sentiero che porta alla penisola creatasi a seguito dell'innalzamento delle acque del lago. Imboccato il sentiero è possibile effettuare una breve deviazione verso la sommità dell'altura per raggiungere l'
Osservatorio Varisello
, oppure continuare attraversando un tratto in fitta boscaglia, dove si trova il pozzo di osservazione del
Ricovero H
, fino a raggiungere la sponda del lago.
Nella tarda primavera, quando le acque si sono ritirate per lo svuotamento del bacino idroelettrico nei mesi invernali, da questo punto è possibile effettuare una deviazione verso l'altura del
Centro 17
che appare sul lato destro della conca, attraversando con cautela il fondo ghiaioso e a volte fangoso del lago. In alternativa, sempre nella stagione propizia, è possibile raggiungere l'opera anche dal
Centro 16
.
Proseguendo invece lungo il sentiero si raggiungono in breve gli ingressi del
Ricovero L
, uno dei quali risulta generalmente sommerso. Di qui spingendosi negli avvallamenti a nord si può raggiungere il
Ricovero IV/2
, oppure proseguire oltre i ruderi dei Casolari Margon fino al
Centro 16
di cui si scorge il malloppo in calcestruzzo sul pendio del rilievo che domina il lago. Continuando poi lungo le tracce di un sentiero sul lato est dell'altura si può raggiungere l'estremità del promontorio, dove si trovano i muri mai completati della
Postazione 15
.
Ricovero N, Ricovero IV/1, Ricovero O, Batteria B1
Proseguire con l'automobile o a piedi lungo il ramo sinistro del bivio in direzione Pattacroce superando la diramazione a sinistra verso il Malamot. Poco oltre la pietra miliare 0,5 (probabili difficoltà di parcheggio), da un varco nel terrapieno si dirama una pista che si spinge fino alle sponde del lago. Proseguendo di qui in direzione nord-ovest si scorge in alto, all'altezza di alcune masse rocciose che sovrastano sulla sinistra, l'ingresso del
Ricovero N
.
Ritornati sulla carrozzabile, lasciare a sinistra il bivio della rotabile che sale a Pattacroce, sulla quale è vietata la circolazione dei veicoli a motore e si rischiano multe pesantissime o il sequestro del mezzo, e proseguire fino al primo punto dove si può parcheggiare senza creare intralcio. Ritornare quindi a piedi al bivio e iniziare la risalita fino a raggiungere gli ingressi del
Ricovero IV/1
e del
Ricovero O
che si trovano rispettivamente in corrispondenza del primo e del secondo tornante. Proseguire quindi lungo la rotabile fino a individuare gli ingressi della
Batteria B1
situati alla base della falesia sul versante sinistro del Piano della Maddalena.
Da notare che, se non si è interessati ai ricoveri e si vogliono evitare difficoltà di parcheggio, è più conveniente raggiungere la
Batteria B1
seguendo l'itinerario successivo.
Centro 14, Centro 13B, Ricovero P, Batteria B1
Proseguire con l'automobile o a piedi lungo il ramo sinistro del bivio in direzione Pattacroce superando la diramazione a sinistra verso il Malamot. Giunti al bivio della rotabile che sale a Pattacroce continuare sul ramo di destra lungo la strada che raggiunge contornando il lago la la Valle del Piccolo Moncenisio, inoltrandosi nella regione denominata Rivers.Dopo circa un chilometro si raggiunge una selletta oltre la quale si può posteggiare agevolmente. Il
Centro 14
, ben visibile arrivando dalla strada, si trova nell'altura che si protende verso il lago. Il
Centro 13B
si trova invece sul lato a monte ed è raggiungibile per mezzo della mulattiera di collegamento Rivers-Pattacroce che si stacca sulla sinistra della strada qualche decina di metri più avanti.
Proseguendo lungo la mulattiera si incontra una trincea sulla destra, dove si trova l'ingresso del
Ricovero P
, quindi si raggiunge la rotabile diretta a Pattacroce lungo la quale si può proseguire fino alla
Batteria B1
come descritto nell'itinerario precedente.
Centro VII, Postazione 26
Il
Centro VII
è visibile solo quando il livello del lago scende al di sotto delle vecchie dighe. Non esistendo più la strada di collegamento con la regione dei Rivers si consiglia partire dall'altro lato del lago utilizzando l'itinerario per il Centro 18 del Caposaldo Ospizio e proseguendo sulla diga centrale.
Volendo raggiungere anche la
Postazione 26
occorre attraversare la diga sud occidentale e procedere verso l'altura del Forte Varisello dopo aver individuato la casamatta.
Cartografia
Istituto Geografico Centrale:
1:50.000 - n° 2 "Valli di Lanzo e Moncenisio"
Istituto Geografico Militare:
1:25.000 - Foglio 54 I SE "Colle Piccolo Moncenisio"
1:25.000 - Foglio 55 IV SO "Novalesa"
Institut Géographique National:
1:25.000 - 3634 O "Lanslebourg - Mont Cenis - Parc National de la Vanoise"
1:25.000 - 3634 OT "Val Cenis/Charbonnel"
Nota:
Le carte dell'Istituto Geografico Militare, salvo eventuali aggiornamenti intervenuti ultimamente, riportano ancora la situazione antecedente all'ampliamento del lago.
Possono quindi essere utili per avere una visione topografica di come si presentavano i luoghi quando le fortificazioni erano operative ma, dati i profondi sconvolgimenti subiti dalla rete stradale, non risultano adatte per orientarsi.
Consigli per la visita
Attrezzatura
È indispensabile munirsi di potenti ed efficienti mezzi di illuminazione, prevedendo lampade e batterie di riserva.
A causa della presenza di correnti d'aria relativamente forti e della temperatura interna sensibilmente più bassa, si consiglia di coprirsi adeguatamente anche nella bella stagione.
È indispensabile indossare calzature da montagna ed è consigliabile usare un elmetto protettivo.
In alcune opere è indispensabile l'uso degli stivali.
Precauzioni
Si consiglia di non avventurarsi da soli all'interno delle opere e di prestare la massima attenzione ad eventuali oggetti sporgenti (tubi, tondini metallici, ecc.), ai tombini e alle botole che si possono trovare nei pavimenti.
Le condizioni delle opere si riferiscono alla data indicata fra parentesi; successivamente potrebbero essere peggiorate.
Batteria B1 (28/08/2005)
L'accesso è possibile attraverso una breccia praticata nel muro che chiudeva l'ingresso destro. L'ingresso sinistro non è agibile perchè usato come deposito materiali per il locale esterno adibito a rifugio
Il ricovero, il corridoio e le riservette alle spalle delle casematte hanno i muri completamente anneriti dal fumo sviluppatosi a seguito dell'esplosione delle munizioni. In queste condizioni le comuni torce elettriche non garantiscono un'illuminazione sufficiente.
La prima casamatta, parzialmente allagata, richiede l'uso di stivali o scarponi impermeabili.
Nel pavimento del locale del gruppo elettrogeno c'è una fossa di grosse dimensioni non protetta da parapetto.
Centro 13B (28/08/2005)
L'accesso è possibile attraverso una breccia praticata nel muro che chiudeva l'ingresso.
Nel pavimento del locale del gruppo elettrogeno c'è una fossa non protetta da parapetto.
Il ricovero e il corridoio della casamatta della seconda mitragliatrice, parzialmente allagati, richiedono l'uso di stivali o scarponi impermeabili.
L'uscita di emergenza è ostruita.
Centro 14 (11/08/1998)
L'accesso è possibile attraverso una breccia praticata nel muro che chiudeva l'ingresso lato lago. L'ingresso principale è chiuso da un muro con uno sportello metallico lucchettato.
Un muro eretto in corrispondenza della porta del ricovero impedisce l'accesso allo stesso e ai malloppi delle due mitragliatrici a monte.
Nel pavimento del locale del gruppo elettrogeno c'è una fossa non protetta da parapetto.
I corridoi dell'osservatorio e del malloppo binato mitragliatrice-anticarro sono privi di rivestimento.
L'opera è molto umida e in alcune parti sono presenti estese pozzanghere.
L'acqua trattenuta dai telai delle porte stagne ha raggiunto l'altezza di 10-15 cm in corrispondenza degli anditi della postazione anticarro e dell'osservatorio, rendendo necessario in quest'ultimo l'uso degli stivali.
Il pavimento della torretta metallica dell'osservatorio, scalzato dalla sua sede, è rimasto incastrato in modo precario all'interno del pozzo, creando una situazione di potenziale pericolo.
Centro 16 (13/05/2005)
L'opera è completamente allagata e richiede l'uso di stivali da 40 cm (non uno di meno in certi punti!) per la visita del malloppo in calcestruzzo e del primo ricovero.
All'inizio del corridoio tra i due ricoveri il livello dell'acqua cresce progressivamente, rendendo la visita impossibile con i normali mezzi.
Nell'andito a baionetta dell'ingresso principale l'acqua raggiunge quasi il soffitto.
Nel pavimento dell'andito a baionetta dell'ingresso secondario c'è una botola metallica parzialmente aperta sotto il livello dell'acqua.
Centro 17 (13/05/2005)
A seguito del progressivo svuotamento del lago nei mesi invernali l'opera risultava completamente riemersa alla data della ricognizione.
Entrambi gli ingressi risultavano permanentemente sepolti dal terreno smosso dal riflusso dell'acqua.
L'accesso è stato possibile, con molta cautela, dalle cannoniere dei pezzi anticarro, raggiungibili con qualche rischio a causa del terreno franoso e della pendenza del declivio.
I locali interni risultavano coperti di fango, particolarmente insidioso sulle scale.
Dal corridoio che precede il ricovero iniziava la presenza di acqua che saliva progressivamente di livello fino all'andito a baionetta dell'ingresso, dove diventa impossibile procedere anche con gli stivali da 40 cm.
Nel pavimento del locale del gruppo elettrogeno, completamente allagato, c'è una fossa non protetta da parapetto.
Centro VII (24/05/2006)
A seguito del progressivo svuotamento del lago nei mesi invernali l'opera risultava completamente riemersa alla data della ricognizione.
Dei tre ingressi, coperti dalla neve ghiacciata, l'unico che risultava parzialmente visibile era quasi completamente ostruito dai detriti.
Le condizioni precarie dell'unico ingresso visibile ci hanno fatto ritenere inutilmente pericolosa l'esplorazione interna dell'opera.
Anche la visita esterna non risultava scevra di rischi: l'altura era infatti ricoperta da uno strato di fango molto scivoloso che costituiva un gravissimo pericolo in particolare sul versante occidentale del rilievo con le pareti a strapiombo sul lago.
Il pozzo della torretta dell'osservatorio è pieno di pietre che, se fossero appoggiate solamente sul pavimento metallico della torretta, potrebbero precipitare improvvisamente nel pozzo sottostante.
Ricovero-Osservatorio H (13/05/2005)
Si segnala la pericolosità del pozzo di osservazione privo di protezione nei pressi del sentiero, particolarmente insidioso con il terreno innevato.
Ricovero L (13/05/2005)
Alla data della ricognizione il camerone e l'ingresso inferiore, normalmente invasi dall'acqua, risultavano quasi completamente asciutti.
L'ingresso era impraticabile per un accumulo di neve.
Il pavimento del camerone risultava cosparso di rami trascinati all'interno dall'acqua.
La risalita del pozzo che porta alla camera di tiro annessa all'ingresso inferiore è sconsigliabile per le cattive condizioni dei pioli della scala alla marinara.
Ricovero IV/1 (27/07/1998)
In buone condizioni.
Osservatorio Varisello (13/05/2005)
Il calcestruzzo presenta segni di sfaldamento negli strati più esterni.
Menù opere
Caposaldo Rivers
Batteria B1
Centro 13B
Centro 14
Centro 16
Centro 17
Centro VII
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Sottosettore IX/b
Ultimo aggiornamento:18/06/2006