Compartimento stagno
Il locale di ricovero era protetto dagli attacchi con i gas per mezzo di un compartimento stagno, delimitato da due porte blindate a tenuta di gas, posto in corrispondenza del suo ingresso.
Il rifornimento d'aria era assicurato per mezzo delle tubazioni che passavano nel muro ai lati delle porte blindate e che collegavano l'impianto di ventilazione e rigenerazione aria, situato nel camerone di ricovero, con l'esterno e con i restanti locali.
Le scanalature longitudinali nei muri venivano create durante la colata di
calcestruzzo ed erano predisposte per il passaggio di cavi, tubi, ecc., anche se
spesso non erano utilizzate.
Dov'era prevista l'installazione di una porta stagna, veniva inoltre ricavata, tutt'intorno al corridoio,
una sede destinata ad alloggiare il telaio metallico
della porta. La sede veniva poi riempita di cemento per fissare al suo posto il
telaio. Contemporaneamente venivano riempite anche le scanalature longitudinali ai lati
della porta (con gli eventuali cavi e tubi) allo scopo di impedire il passaggio
dell'aria attraverso di esse.
La tenuta ermetica delle porte veniva assicurata con guarnizioni di amianto,
dato che la gomma scarseggiava a causa delle sanzioni imposte all'Italia durante
il periodo fascista.