Breve descrizione
Il Caposaldo Valle Stretta, conosciuto anche come Sbarramento delle Sette
Fontane, fa parte dell'VIII Settore "Bardonecchia", Sottosettore VIII/a
"Colomion",
Gruppo "Guglia Rossa", I Sistema Difensivo.
Lo sbarramento, realizzato nel 1938 all'imbocco della Valle Stretta nei pressi dell'omonima centrale elettrica, aveva il compito di contrastare le provenienze nemiche che si fossero infiltrate in territorio italiano attraverso i numerosi passi che danno accesso
all'alta valle.
Oltre ad alcune postazioni minori comprende i due Centri di Resistenza 39 e 39
bis e la Caserma XXIII, che serviva da alloggiamento per il presidio.
Dopo la modifica del confine tra Italia e Francia sancita dal trattato di pace del 10 febbraio 1947, queste opere sono passate in territorio francese assieme a tutta la Valle Stretta. Solo la centrale idroelettrica delle Sette Fontane e la relativa diga sono rimaste in Italia.
Bibliografia
BOGLIONE M., Festung - Enciclopedia multimediale interattiva del Vallo Alpino e delle fortificazioni militari delle Alpi
occidentali.
CORINO P.G., GASTALDO P., La montagna fortificata, Melli, Borgone di Susa 1993.
CORINO P.G., L'opera in caverna del Vallo Alpino, Melli, Borgone di Susa 1995.
Visita virtuale
| Caserma XXIII | Centro 39 | Centro 39 bis |
Come raggiungere le opere
Luogo di partenza
Località Pian del Colle (1443 m), a monte della frazione Melezet, Bardonecchia (TO), lungo la strada asfaltata che porta verso la Valle Stretta e il Colle della Scala.
Itinerario d'accesso al Centro 39
All'inizio del Pian del Colle, subito prima del ponte che attraversa il Rio di Valle Stretta, si apre sulla destra della strada asfaltata un piazzaletto dal quale, in corrispondenza di una cappella votiva, parte la sterrata di servizio che porta alla diga. Proseguendo lungo di essa (a piedi o con un mezzo fuori strada) si raggiunge la recinzione della centrale ENEL: costeggiare la rete fino a superare sulla sinistra un varco d'accesso chiuso da una sbarra; pochi metri più avanti deviare sulla destra in corrispondenza di un masso marcato con un segno di vernice rossa, inoltrandosi nella pineta lungo le tracce inizialmente confuse di un sentiero che, piegando poi verso sinistra, porta all'ingresso del Centro 39.
Itinerario d'accesso alla Caserma XXIII
Partendo dal posto di frontiera al fondo del Pian del Colle seguire la strada fino al cippo di confine n° 56, in corrispondenza del quale si stacca sulla sinistra un sentiero che sale fino alla vecchia strada di servizio. Proseguire su quest'ultima verso destra fino a raggiungere il piazzale della caserma.
Itinerario d'accesso al Centro 39 bis
Superato il posto di frontiera proseguire sulla strada ed imboccare la diramazione a sinistra verso il Colle della Scala seguendola fino al
quarto tornante, dal quale parte un sentiero che si dirige verso la Valle Stretta. Percorrendo quest'ultimo, dopo aver superato con qualche
difficoltà un vasto tratto franato, si incontra sulla sinistra una parete rocciosa alla cui base è situato un basamento in calcestruzzo:
l'ingresso del Centro 39 bis si trova sulla sommità dello sperone roccioso che lo sovrasta. Per raggiungerlo occorre proseguire
per qualche decina di metri lungo il sentiero, fino ad incontrare la base di un pendio di pietrisco sopra il quale è possibile localizzare,
in alto a sinistra, la porta garitta.
L'accesso all'ingresso del centro, che è piuttosto difficoltoso a causa della mancanza di un sentiero, richiede molta cautela.
Per prima cosa bisogna arrampicarsi lungo il pendio di detriti di pietra, facendo molta attenzione a non scivolare (si consiglia di
avere le mani libere e nessun oggetto, come macchina fotografica o telecamera, appeso al collo); successivamente bisogna imboccare un
passaggio fra le rocce (attenzione ai residui di filo spinato!) che sale verso la base dello scalino roccioso situato sotto l'ingresso
e salire con molta attenzione su quest'ultimo fino alla piattaforma in calcestruzzo su cui si trova la porta garitta.
Guardando a sinistra dell'ingresso si vede uno stretto passaggio fra le rocce, parzialmente franato, che scende in direzione del basamento
di calcestruzzo incontrato lungo il tragitto. Potrebbe verosimilmente trattarsi del percorso originale di accesso ma, date le cattive
condizioni in cui si presenta, abbiamo deciso di ritornare seguendo il percorso di andata.
Cartografia
| Alpi Senza Frontiere | 1:25-000 - n° 12 "Modane-Monts d'Ambin / Bardonecchia-Val di Susa" |
| Istituto Geografico Centrale: | 1:25.000 - n° 104 "Bardonecchia - Monte Thabor - Sauze d'Oulx" 1:50.000 - n° 1 "Valli di Susa - Chisone e Germanasca" |
| Istituto Geografico Militare: | 1:25.000 - Foglio 54 III SE "Bardonecchia" |
| Institut Géographique National: | 1:25.000 - 3535 ouest "Névache - Bardonecchia - Mont Thabor" |
Consigli per la visita
Attrezzatura
È indispensabile munirsi di potenti ed efficienti mezzi di illuminazione, prevedendo lampade e batterie di riserva.
A causa della presenza di correnti d'aria relativamente forti e della temperatura interna sensibilmente più bassa, si consiglia di
coprirsi adeguatamente anche nella bella stagione.
È indispensabile indossare calzature da montagna ed è consigliabile usare un elmetto protettivo.
Precauzioni
Si consiglia di non avventurarsi da soli all'interno delle opere e di prestare la massima attenzione ad eventuali oggetti sporgenti (tubi, tondini metallici, ecc.) e ai tombini che si possono trovare nei pavimenti.
Le condizioni delle opere si riferiscono alla data indicata fra parentesi; successivamente potrebbero essere peggiorate.
Centro 39 (29/05/2000)
Le condizioni dei locali interni sono nel complesso buone. Occorre tuttavia prestare sempre la massima attenzione, in particolare nelle
seguenti situazioni:
Centro 39 bis (01/08/1999)
L'accesso al Centro 39bis non è agevole e richiede cautela. Per raggiungerlo è necessario:
Ultimo aggiornamento: 16/01/2004