Breve descrizione
Il Caposaldo Sueur fa parte del I Sistema Difensivo ed appartiene all'VIII Settore "Bardonecchia", Sottosettore VIII/a "Colomion", Gruppo "Guglia Rossa".
Comprende le seguenti opere:
| Denominazione | Caratteristiche | Note |
|---|---|---|
| Centro 34 | Opera
200 costruita nel 1938 e armata con: 1 obice da 75/13 in casamatta di calcestruzzo (in malloppo); 1 mitragliatrice in casamatta di calcestruzzo (in malloppo). |
Parzialmente demolito. Attualmente in territorio francese. |
| Postazione 34 bis | Opera
7000 costruita nel 1939 e armata con: 1 mitragliatrice in casamatta di calcestruzzo. |
Completamente demolita. |
| Postazione 34 ter | Opera 7000 costruita nel 1939 e armata con: 2 mitragliatici in casamatta di calcestruzzo. |
Completamente demolita. |
| Centro 35 | Opera 200 costruita nel 1938 e armata con: 2 mitragliatrici in casamatta di calcestruzzo (in malloppo). |
Parzialmente demolito. Attualmente in territorio francese. |
| Ricovero XIX | Casermetta ricovero per 30 uomini costruita nel 1939. | Non ha subito interventi di demolizione. Attualmente in territorio francese. |
| Teleferica Pian del Colle - Sueur | Teleferica per il trasporto dei materiali alle opere del Caposaldo Sueur. Superava un dislivello di 740 m. | Smantellata. La stazione superiore è in buone condizioni e si trova attualmente in territorio francese. |
| Altre opere | Due opere in caverna non comprese nell'elenco del caposaldo, denominate arbitrariamente dagli Autori "Centro Sueur" e "Centro Mezzodì". | Una sull'attuale confine italo-francese, l'altra rimasta in territorio italiano. |
Dopo la modifica del confine tra Italia e Francia sancita dal trattato di pace del 10 febbraio 1947, alcune opere del Caposaldo Sueur sono passate in territorio francese. Nonostante questo sono state quasi tutte demolite.
Bibliografia
BOGLIONE M., FESTUNG - Enciclopedia multimediale interattiva del Vallo Alpino e delle fortificazioni militari delle Alpi occidentali.
CORINO P.G., GASTALDO P., La montagna fortificata, Melli, Borgone di Susa 1993.
CORINO P.G., L'opera in caverna del Vallo Alpino, Melli, Borgone di Susa 1995.
Visita virtuale
| Centro 34 | Postazione 34 bis | Postazione 34 ter | Centro 35 | Altre opere |
Come raggiungere le opere
Luogo di partenza
Si parte dall'ingresso del Centro 37 del Caposaldo Scala, situato all'estremità
settentrionale del pianoro del Colle della Scala (quota 1.779) in corrispondenza
dell'ultima curva della strada asfaltata che sale da Bardonecchia
seguendo l'itinerario che passa per Melezet, Pian del Colle, ex posto di confine,
strada della Valle Stretta, diramazione a sinistra per il Colle della Scala.
Provenendo dalla Francia (Plampinet o Névache) si deve percorre tutta la strada
del Col de l'Echelle fino all'estremità nord del pianoro.
Itinerario d'accesso
Imboccare il sentiero segnalato da un cartello che riporta l'indicazione verso il Col des Acles (lo stesso che porta al Centro 36 del Caposaldo Scala) e seguirlo per circa un'ora e quindici minuti.
Appena giunti sull'altro versante del rilievo, quello della Comba della Gorgia, si scorge la stazione a monte della Teleferica Pian del Colle - Sueur e, dopo un breve tratto in discesa, si raggiunge l'ingresso in trincea del Centro 35, a destra del sentiero.
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Proseguendo ci si porta in breve in vista del malloppo d'ingresso del Centro 34, che si raggiunge imboccando una diramazione a destra.
Riprendendo il sentiero principale, dopo aver superato il tratto che costeggia lo strapiombo sulla Comba della Gorgia si nota in basso a sinistra il piazzale del Ricovero XIX, sul quale spicca una stella a cinque punte in calcestruzzo, realizzata dai soldati del presidio. Il piazzale è raggiungibile tramite una diramazione a sinistra.
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A destra del sentiero, poco dopo la diramazione che scende al Ricovero XIX,
si trova un picco roccioso dove spicca la cannoniera di una postazione per mitragliatrice.
L'ingresso di quest'opera, che non compare nell'elenco del caposaldo e abbiamo denominato arbitrariamente "Centro Sueur", è
molto difficile da raggiungere. Chi volesse tentare l'avventura, assolutamente
sconsigliabile ai non esperti, può imboccare la diramazione che si stacca sulla
destra del sentiero principale e si dirige verso la parte posteriore del picco.
Dopo aver aggirato lo sperone roccioso ci si trova di fronte ad una ripida frana
che ha cancellato ogni traccia del sentiero e che deve essere affrontata con
estrema cautela per evitare di far rotolare sassi sul sentiero sottostante,
solitamente molto frequentato nella bella stagione, tenendo presente che durante l'ascesa, inevitabilmente molti sassi rotolano giù.
L'ingresso si trova all'estrema destra, in un anfratto sulle rocce al di sopra
della pietraia, dopo aver risalito un canalone.
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Proseguendo ancora verso il Col des Acles si incontrano, sulla sinistra della
discesa, le macerie della Postazione 34 bis, opera monoblocco tipo 7000
completamente distrutta.
Da questo punto, guardando col binocolo verso la Guglia del Mezzodì che
si trova di fronte, si può scorgere nelle rocce al di sopra della pietraia
la porta un'altra opera non compresa nell'elenco del caposaldo, che abbiamo denominato arbitrariamente "Centro Mezzodì". L'ingresso è molto difficile da raggiungere, assolutamente sconsigliabile ai principianti e agli "escursionisti della domenica". Si deve imboccare la diramazione che si stacca sulla destra del sentiero principale e dirigersi su per la pietraia, dove la traccia si perde. La salita deve essere affrontata con estrema cautela per evitare di far rotolare sassi sul sentiero sottostante, solitamente molto frequentato nella bella stagione, tenendo presente che durante l'ascesa, inevitabilmente molti sassi rotolano giù.
I resti della Postazione 34 ter si possono identificare proseguendo verso il Col des Acles: si scende nel pianoro sottostante al Pas des Rousses e si prosegue lungo il sentiero sino alle prime piante; poco più in alto, guardando verso la destra sui ghiaioni, si osservano i resti della postazione (pochi blocchi di calcestruzzo, una porta di ingresso semisepolta e pezzi di putrelle).
Ringraziamo François Dominique Giannone per aver completato le indicazioni per raggiungere i Centri Sueur e Mezzodì.
Cartografia
| Alpi senza Frontiere: | 1:25.000 - n° 12 "Modane-Monts d'Ambins/Bardonecchia-Val di Susa" |
| Istituto Geografico Centrale: | 1:25.000 - n° 104 "Bardonecchia - Monte Thabor - Sauze d'Oulx" |
| 1:50.000 - n° 1 "Valli di Susa - Chisone e Germanasca" | |
| Istituto Geografico Militare: | 1:25.000 - Foglio 54 III SE "Bardonecchia" |
| Institut Géographique National: | 1:25.000 - 3535 ouest "Névache - Bardonecchia - Mont Thabor" |
Consigli per la visita
Precauzioni
Le condizioni delle opere sono molto precarie a causa degli interventi di
demolizione effettuati, per cui si sconsiglia fortemente
la visita interna, in particolare se si è da soli.
Nella visita esterna occorre fare molta attenzione a non cadere nei pozzi di aerazione
che si aprono senza protezione alcuna sulla parte superiore delle opere.
Attrezzatura
È assolutamente necessario munirsi di potenti ed efficienti mezzi di illuminazione,
prevedendo lampade e batterie di riserva.
A causa della presenza di correnti d'aria relativamente forti e della
temperatura interna sensibilmente più bassa, si consiglia di coprirsi
adeguatamente anche nella bella stagione.
È indispensabile indossare calzature da montagna ed è fortemente consigliabile usare un elmetto protettivo.
Ultimo aggiornamento: 11/10/2003